Healing Organization. Prefazione all’edizione italiana

di Daniela Di Ciaccio e Veruscka Gennari| Co-founder 2BHappy Agency e IIPO (Italian Institute for Positive Organizations)

Healing Organization. Risvegliare la coscienza del business per salvare il mondo

È con profonda gratitudine verso gli autori e l’editore italiano che presentiamo questo testo ai lettori del nostro Paese, soprattutto considerando il particolare momento storico che il mondo del business e la società tutta stanno attraversando a causa degli effetti generati dalla pandemia da Covid-19.

Mai come in questo momento abbiamo bisogno di uno sforzo collettivo e audace di tutti gli attori della società per superare le fratture e i traumi che questa pandemia ha generato a livello economico, sanitario, psicologico, sociale e, con questo testo, gli autori sembrano tenderci la mano e offrirci uno strumento tanto potente quanto efficace, non solo per ricucire queste ferite ancora aperte, ma per costruire le fondamenta di un più sano e rigenerato sistema economico-sociale, in grado di sostenere e affrontare con resilienza e saggezza le sfide continue della complessità, preservando e continuando a generare benessere ed effetti positivi per le persone, le aziende e le comunità in cui esse sono inserite e il Pianeta.

È questo il rivoluzionario messaggio e la promessa mantenuta delle Healing Organizations: è possibile aggiornare i nostri modelli mentali e culturali su quale sia lo scopo del business, superando la visione ristretta alla sola generazione del profitto e alla realizzazione dell’esclusiva felicità degli azionisti.

ed è possibile – e aggiungiamo anche urgente e necessario – che le aziende possano “risvegliarsi” e vedere se stesse come una forza generatrice di bene comune, uno strumento per la creazione di benessere diffuso, utilizzando quindi il proprio potere creativo, di influenza e di trasformazione della realtà per costruire un futuro migliore per tutti.

Oggi sappiamo che la dimensione del benessere delle persone e il business possono stare insieme, le aziende che sanno realizzare questa integrazione hanno un vantaggio eccezionale.

Sisodia e Gelb, attraverso una necessaria e acuta analisi storica di come è nato il business, ci aiutano a comprendere perché siamo arrivati a considerare naturale e inevitabile le qualità che gli attribuiamo e i suoi effetti disfunzionali: predatorio delle risorse naturali, aggressivo rispetto all’ambiente esterno e alla “concorrenza”, meccanicistico nella sua concezione delle persone, quindi alle volte disumano e disinteressato alla sofferenza che produce la sua azione finalizzata al mero vantaggio economico.

Più comprendiamo la radice culturale e storica della nostra visione del business, più siamo in grado di mettere in discussione quello specifico modello mentale, più ci apriamo alla possibilità di “vedere” un’alternativa maggiormente adatta ai tempi e alle sfide che viviamo.

Come dire, ci accorgiamo che una certa visione del business a cui siamo stati abituati non è nata a caso, non è neanche sbagliata di per sé, semplicemente è ormai “datata” e inefficace, come un’app o un sistema operativo che abbiamo dimenticato di aggiornare e adesso non solo non funziona più bene ma ci fa perdere tempo, soldi ecc.

Le Healing Organizations non annunciano un messaggio utopico, ma possibile, che manifesta tutta la sua disarmante potenza ed efficacia via via che gli autori ci raccontano le storie concrete, attuali e vincenti, di aziende che hanno abbracciato questa visione di pensare a se stesse come forze riparatrici della sofferenza presente nel mondo (a partire da quella che vivono i propri dipendenti e di cui spesso sono anche la causa, più o meno consapevolmente) e strumenti di promozione di un benessere diffuso a tutti i livelli: persone, aziende, comunità, Pianeta.

La quantità e l’ampia diversità di casi raccontati, che spaziano tra aziende di tutti i settori e di tutte le dimensioni, locali e multinazionali, tutte sane, profittevoli e felici dimostrano senza dubbio che le Healing Organizations non sono l’ennesima moda manageriale, un “nice to have” o il modus ope- randi di certe aziende naif ma una via intelligente, matura e vantaggiosa da seguire se si ha davvero a cuore il bene della propria azienda e anche un minimo livello di consapevolezza che

ognuno di noi – aziende comprese – attraverso i propri comportamenti e le proprie azioni è responsabile del mondo che vogliamo lasciare in eredità ai nostri figli e dunque può contribuire alla costruzione di un futuro positivo per tutti.

Oltre alla gratitudine verso gli autori per aver raccolto e raccontato in maniera sistematica l’evidenza di questa equazione positiva tra Healing Organizations, successo economico-finanziario ed effetti positivi sul mondo, siamo ancora di più grate all’editore italiano per averci dato la possibilità di presentare il lavoro di Sisodia e Gelb al pubblico italiano e affiancare quindi i nostri nomi ai loro – in virtù del lavoro che da circa 6 anni stiamo portando avanti in Italia per divulgare strumenti, informazioni, dati e modelli capaci di traghettare le culture organizzative verso un’evoluzione sistemica, integrata e positiva.

Il modello delle Healing Organizations s’inserisce, infatti, a pieno titolo nella corrente culturale della Scienza delle Organizzazioni Positive che ha dimostrato su base scientifica ed empirica che “questo tipo di organizzazioni, in cui la cultura del benessere è declinata accuratamente in processi e comportamenti coerenti, ottenga risultati e numeri straordinari sia su scala individuale sia sistemica”.

Questa forte correlazione tra cultura positiva del lavoro, benessere delle persone e impatto positivo sui KPI del business (innovazione, engagement, produttività, retention, profittabilità) è sostenuta da abbondanti numeri, ricerche ed esperienze reali che pongono le Organizzazioni Positive come un fatto, anche in Italia, che abbiamo contribuito a mappare, divulgare e supportare in questi anni ed è straordinario vedere molte di queste storie che abbiamo intercettato come Organizzazioni Positive tra le Healing Organizations raccontate dagli autori (pensiamo a: Motley Fool, Southwest Airlines…).

Com’è possibile che una stessa azienda possa essere sia un’Organizzazione Positiva sia una Healing Organization?

L’Organizzazione Positiva (Org+) di fatto è un “modello culturale”, un framework teorico-pratico capace di abbracciare e dare voce a tutta una serie di nuovi modelli, metodologie, movimenti e pratiche in linea con la visione dell’organizzazione

“come luogo in cui le persone evolvono in relazione con altre, in cui si favorisce una cultura del lavoro guidata da un proposito ancorato a finalità collettive, capace di promuovere il bene comune e generare impatto sociale. Un’Org+ sa che il profitto non può essere raggiunto a discapito del benessere delle persone, si impegna per ridurre la sofferenza e anticipare così futuri sostenibili.

Per realizzare tutto questo, le Org+ sostengono e sviluppano leader consapevoli del proprio scopo, che vivono il ruolo come servizio agli altri e hanno una propria routine del benessere.

Inoltre, le Org+ disegnano e implementano strutture, processi e pratiche coerenti ed eque che generano benessere e felicità, riducono le gerarchie, aumentano i gradi di libertà e favoriscono il passaggio da una visione del lavoro egosistemica a una ecosistemica”.

Potremmo dire che le Healing Organizations stanno all’Organizzazione Positiva come il fiume sta all’Oceano, s’inseriscono cioè in una corrente culturale che ha ormai una molteplicità di affluenti che condividono la stessa origine e lo stesso sbocco: ci riferiamo ai movimenti delle B-Corp e società benefit, del Capitalismo Consapevole (lanciato dallo stesso Sisodia), dei Corporate Rebels, le aziende “liberate”, le organizzazioni Teal, il Kindness for Business, le organizzazioni senza paura che, puntando i piedi sulla purpose economy e su modelli organizzativi circolari come la sociocrazia, stanno realizzando ciò che gli studi sui trend futuri ci stanno già facendo intravedere da tempo.

Nascono e prendono forma a partire dalla consapevolezza di essere parte di un ecosistema interconnesso, fatto di dipendenti, clienti, fornitori, comunità, azionisti e Pianeta che possono influenzare attraverso le proprie scelte, i prodotti e i servizi che realizzano, le modalità con cui operano e, in virtù di tale consapevolezza e “scelgono convintamente” di essere protagonisti positivi, orientando la propria azione verso la generazione di benefici per tutti gli stakeholder.

Le Healing Organizations e tutte le altre forme di Organizzazioni Positive sono un invito, una call to action per i leader d’azienda e gli imprenditori a riconoscere e utilizzare l’immenso potere che hanno nel cambiare il mondo, mettendo a servizio del bene collettivo conoscenze, strumenti, competenze e tecnologie per offrire e produrre ciò che davvero è utile, buono, sano per tutti gli stakeholder contemporaneamente e senza dover sacrificare il benessere dei dipendenti per il profitto degli azionisti, la sostenibilità del Pianeta per ridurre i costi di gestione.

Le storie raccontate in questo libro dimostrano che si può fare, che il gioco può non essere a somma zero e che questa è una strada che mette anche fine a certe disquisizioni ideologiche e oppositive tra “crescita o decrescita”.

Soprattutto, questa è l’opportunità per restituire al mondo del business quella reputazione positiva derivante dal concepirlo come forza generatrice insita nel significato stesso di impresa.

In un momento storico in cui la fiducia di cittadini e consumatori è diffusamente attestata a livelli molto bassi, in particolar modo nei confronti delle istituzioni e dei governi, che sono percepiti come attori non all’altezza di questa sfida di cambiamento, per mancanza sia di competenze sia di interesse autentico a muoversi velocemente in questa direzione, il settore privato e il mondo del business sono ciò a cui tutti possono continuare a guardare con speranza per costruire un futuro migliore.

Le aziende e i leader che scelgono di agire in questa direzione non sono mossi da credenze religiose, ideologie o utopie particolari: condividono tuttavia un atteggiamento di tipo “spirituale” nei confronti della realtà.

Una spiritualità intesa come profonda comprensione dell’interconnessione totale di tutto ciò che si manifesta, da cui discende la consapevolezza che prendersi cura degli altri è prendersi cura di se stessi e viceversa, come tutte le ricerche e la letteratura sul capitale sociale stanno dimostrando.

Ci auguriamo che ognuno di voi possa trarre da queste pagine la stessa ispirazione e la stessa motivazione a partecipare e ad agire nella direzione indicata dalle Healing Organizations che hanno suscitato in noi e auguriamo a questo libro di poter far diventare il bene l’unica scelta auspicata e possibile.

Sisodia R., Gelb M.J. (2021), Healing Organization, Risvegliare la coscienza del business per salvare il mondo, Franco Angeli.  Prefazione di Daniela Di Ciaccio e Veruscka Gennari. Ordina qui

Note bibliografiche

1 Cfr. Veruscka Gennari e Daniela Di Ciaccio, Chief Happiness Officer. Il futuro è delle Organizzazioni Positive, FrancoAngeli, Milano, 2020, p. 23.