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Good Vibes in Copying

di Nathalie Pollina, Communication Manager – Copying srl

Chi è Nathalie Pollina?

Dal 2019 mi occupo di Comunicazione e Marketing in Copying

Com’è cambiata la visione del lavoro e delle organizzazioni grazie alla certificazione in CHO?

Quando ho fatto la certificazione ero da soli 2 mesi in Copying. La mia precedente esperienza quindicinale in una multinazionale mi aveva portato ad avere una visione del lavoro distorta: da una parte il lavoro, dall’altra la vita, senza nessun punto di incontro, senza che la mia professione e la mia professionalità potessero avere un valore più ampio.

La scelta di cambiare è stata dettata dal desiderio di un allineamento di valori, dalla necessità di investire sul lavoro senza per questo annullare la mia persona.

La certificazione in CHO mi ha consentito di mettere a terra una serie di concetti che avevo in testa ma in maniera confusa e astratta, e che non avevo mai affrontato in maniera strutturata. Né tanto meno avevo mai avuto modo di esplorare esempi virtuosi e concreti. 

Terminata la certificazione, qual è stato il focus del tuo primo miglio?

Copying, storicamente, ha deciso di investire molto sul tema della sostenibilità ambientale (sede in legno, pannelli fotovoltaici, auto elettriche, ecc).

Con il progetto Good vibes, intendiamo spostare il focus su un concetto di sostenibilità più ampio (ambientale, organizzativa e sociale), lavorando sul tema del benessere come vera e propria strategia organizzativa.

Il nostro proposito è quello di ampliare il nostro concetto di sostenibilità, diventando un’organizzazione positiva, sostenibile per l’appunto, dove le persone e l’azienda si arricchiscono vicendevolmente, dove le logiche di profitto non prescindono dal benessere delle persone.

Com’è nato il prototipo?

Di fatto, il modello culturale esistente era già vicino a quello dell’organizzazione positiva: gerarchie ridotte, grande autonomia, apertura a sperimentazioni e proposte dall’interno, ascolto attivo. Tuttavia, in un anno e mezzo ci sono stati 5 dimissionari, di cui 4 molto giovani e di acquisizione recente. 

L’esigenza è stata quella di:

  • Compattare il gruppo e valorizzare le risorse per trattenerle
  • Lavorare su alcuni processi, rivedibili in chiave positiva e innovativa
  • Creare maggiore consapevolezza circa il proposito aziendale

Come hai strutturato il prototipo?

Ci siamo impegnati a portare avanti iniziative e pratiche positive che favorissero i pilastri della chimica positiva e del capitale sociale, come ad esempio:

  • Good Vibes Team: costituzione di un gruppo dedicato al progetto
  • Sessioni di coaching individuali, corso di formazione per il Management sulla leadership, corso di formazione per i tecnici esterni sulla comunicazione
  • Ginnastica posturale 1 volta a settimana, in orario di lavoro e durante i mesi invernali
  • Bici a disposizione per i dipendenti nei mesi estivi
  • Gruppo di cammino in primavera e autunno
  • Frutta fresca tutti i giorni
  • Percorsi con naturopata, gratuiti e in orario di lavoro.
  • Playlist aziendale alimentata dai gusti musicali dei dipendenti.
  • Teach Your Talent: serate di condivisione di una passione/talento di una risorsa interna. Da aprile 2020
  • Revisione dei processi (in corso): on-boarding, comunicazione tra reparti, consapevolezza ruolo e mansioni

Inoltre abbiamo in programma:

  • Da settembre 2022, percorsi con osteopata, in orario di lavoro e gratuiti per alcuni dipendenti (per altri, parzialmente sostenuti economicamente dall’azienda)
  • Giornate di affiancamento ad uno o più colleghi, alla scoperta dell’operatività altrui, alla ri-scoperta del valore della propria operatività (come la mia attività impatta sull’altro?), del senso percepito di scopo del proprio lavoro quotidiano
  • Coaching collettivo su stili di comunicazione (ottobre 2022)

Quali indicatori di efficacia hai definito per valutare la resa del progetto e misurare i risultati ottenuti?

  • I FIL GOOD (Felicità Interna Lorda). Questionario anonimo di misurazione del clima aziendale (1 approfondita, a seguire una short ogni 4 mesi) 
  • Momenti di confronto su quanto emerso a gruppi 
  • Realizzazione di tavoli di lavoro per la progettazione delle soluzioni

Quali metodologie e strumenti usi per fare “selling interno”

  • Gruppo Good Vibes team, trasversale a tutti i reparti
  • Newsletter LE GOOD VIBES NEWS
  • Uso del videomapping per comunicazione/promemoria Teach Your Talent

Quali sono state le principali difficoltà o gli ostacoli che hai incontrato?

È stato il mio titolare a volere che io frequentassi la certificazione, quindi il mio è un percorso privilegiato e favorito anche dalle dimensioni dell’azienda, che è piccola.

Al momento, la difficoltà o meglio il freno è stato il fatto che il mio incarico in Copying è iniziato appena 2 mesi prima della certificazione. Per questo, ho atteso circa 1 anno (complice anche la pandemia) a lanciare il progetto in azienda, poiché avevo la necessità di inserirmi il più possibile in tutti i contesti per conoscere a fondo le dinamiche relazioni, i modelli culturali esistenti, le procedure, ecc.

Anche se a ben pensare, attendere di aver osservato e compreso il contesto ha reso il prototipo più adatto e quindi maggiormente efficace!

Quali sono stati i momenti o gli elementi di svolta, che hanno dato slancio al progetto? 

La settimana della felicità al lavoro del 2021 è stata il pretesto per:

  • Lanciare e testare alcune iniziative. A seguito delle iniziative realizzate, abbiamo condiviso una survey per sondare il gradimento delle attività ed eventuali altre proposte. Sulla base dei risultati emersi, abbiamo dato continuità ad alcune proposte;
  • Costituire il Good vibes team

Aderire alla settimana della felicità al lavoro è stato il 1° step, l’attività “rompighiaccio” per cominciare a parlare di benessere in una maniera più semplice e più facilmente comprensibile da un target principalmente maschile e molto orientato al “fare”.

Quando il progetto è entrato nella quotidianità di Copying, siamo andati oltre, affrontando una revisione dei processi in chiave positiva.

Lo abbiamo fatto lanciando I FIL GOOD, che ha costituito l’altro momento di svolta, che ci sta permettendo di lavorare sulla collaborazione, sulla visione di insieme, sulla consapevolezza dei ruoli, sulla comunicazione interna.

Su quali forze/elementi hai potuto o puoi contare per realizzare il prototipo?

Avere come titolare un leader positivo naturale è senza dubbio un grande aiuto: ci crede, crede in me, sostiene le attività del team. 

Il team stesso è un fortissimo elemento di forza, che permette di essere maggiormente capillari e avere punti di vista privilegiati.

Quali sono gli effetti positivi, le lezioni apprese, i primi risultati che hai già rilevato?

Maggiore coesione nel gruppo, desiderio di rivedere i processi/procedure per una maggiore sinergia, maggiore consapevolezza dei ruoli e dei compiti. Ma sono sensazioni: attendo la prossima survey di I FIL GOOD.

Cosa ti aspetti che cambi a livello di comportamenti?

Al momento stiamo guardando dentro di noi: una volta che avremo innestato il modello mentale della scienza della felicità credo che dovremo guardare anche fuori, chiederci cosa possiamo fare per il territorio, come possiamo mettere a sistema le nostre risorse.

Esempio: partendo dal presupposto che saremo una popolazione di anziani, cosa possiamo fare per loro? (Esempio: siamo un’azienda informatica: possiamo fare dei workshop gratuiti di informatica?)

Altro tema che mi piacerebbe esplorare: la genitorialità, da favorire in qualche modo visto il calo delle nascite.

Cosa può fare Copying per lavorare su un futuro preferibile?