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CHO e CFO+: due nuove figure professionali negli organigrammi aziendali

Articolo di Luca Gandolfi

CFO+
CFO+

Nelle nostre aziende si stanno affacciando alcune nuove figure professionali grazie alla scienza della felicità e alla sua applicazione a livello aziendale. Faccio riferimento al CHO e al CFO+.

Il responsabile della felicità aziendale (C.H.O.) non è da intendere come “il giullare aziendale” ma come una figura professionale che fa del costrutto e del paradigma della felicità un elemento che avvolge e caratterizza la strategia aziendale. Le dimensioni attraverso le quali si muove sono: 

  • Corporate Happiness, fa cioè della felicità una strategia organizzativa coerente. Sa leggere i principali trend economico, sociali, ambientali, culturali, politici, tecnologici, e valutarne l’impatto sulla forza lavoro, in modo da costruire un piano di azioni e pratiche coerenti e finanziariamente sostenibile;
  • Positive Leadership, poiché sa che non esistono organizzazioni positive senza leader positivi, aiuta i leader della propria organizzazione a definire un chiaro proposito ancorato a valori forti; promuove una leadership del servizio e diffusa a tutti i livelli; stimola a coltivare una propria routine del benessere e della felicità per dare l’esempio ed essere congruente nei comportamenti quotidiani; intercetta i bad managers e smette di promuoverli;
  • Positive Organization, sceglie, disegna e gestisce processi e pratiche congruenti con la strategia identificata e capaci di generare benessere e percezione di coerenza. Ad esempio si chiede: facciamo riunioni tutti i giorni, anche quando non ce ne è bisogno? Stiamo selezionando secondo i valori dell’organizzazione? Quanto cortisolo generano i nostri processi di valutazione della performance?
  • Cultural Transformation, orienta l’organizzazione verso un proposito forte, ancorato a finalità collettive, capace di generare un positivo impatto sociale, ecologico e di promozione del bene comune. Qual è il contributo e l’impatto che stiamo lasciando alla comunità e nel territorio in cui operiamo? 

Queste dimensioni costituiscono i tasselli per costruire un’Organizzazione Positiva, un modello di cambiamento culturale che questa nuova figura promuove. Ciascuna di queste aree richiede uno sviluppo coerente ed un presidio molto forte capace di guidare l’azienda verso risultati sostenibili nel tempo.

Il CHO nel suo lavoro in azienda si interfaccerà con professionisti che avranno anche dal canto loro innestato la scienza della felicità sulle proprie competenze “core” parlando in questo modo un linguaggio comune e facendo diventare la felicità un elemento di sviluppo trasversale che permea tutti i reparti aziendali: dalla amministrazione e controllo al finance per passare al marketing piuttosto che alla produzione o al servizio post-vendita. 

In questo dialogo tra le diverse figure professionali il denominatore comune rimane sempre quello di mettere le persone al centro dando all’ organizzazione la possibilità di realizzare delle performance al di sopra delle aspettative. Il linguaggio comune rimane quello del rispetto della persona, dell’ascolto, della valorizzazione dei talenti, della fiducia e della sospensione del giudizio oltre che della gratitudine (solo per citarne alcuni). Si tratta di elementi che non possono essere messi in discussione per poter intraprendere un viaggio di trasformazione culturale verso una leadership positiva.

Le nuove figure apicali e manageriali dovranno sempre di più adottare un bilinguismo organizzativo. Significa disporre di un focus molto forte sia sulle persone che sui numeri riconoscendo importanti da un lato sia le competenze tecniche che quelle più trasversali di tipo “Soft”. È proprio attraverso questa unione che le organizzazioni potranno diventare luoghi di sviluppo di nuovi paradigmi manageriali mettendo le persone al centro dell’interesse organizzativo. Questo non significa rinunciare al fatturato, agli ordini, ecc. ma semplicemente farli arrivare in modo diverso attraverso una via nuova e come conseguenza di valori ecosistemici e non invece come obbiettivo principale dell’azienda!

Il CFO+ dal canto suo attraverso una formazione già di per sé molto forte sulle sue aree “core” come amministrazione, finanza, fiscalità, controlling e reporting, utilizzerà gli strumenti offerti dalla scienza della felicità per muoversi su di una dimensione duplice di sicurezza sui numeri ed amore verso le persone, non dimenticando mai che “dietro ad un buon numero c’è una buona persona”.

Concretamente cercherà di trasformare l’amministrazione aziendale in un vero e proprio centro di ascolto verso “terzi” perché solo in questo modo valorizzerà l’essenza della sua attività di back office strategico. Ricordiamoci che tutte le attività aziendali portano nel breve o medio termine uscite od entrate. Per terzi intendo sia i colleghi di azienda che gli organi di controllo istituzionali come sindaci, revisore unico, consulenti fiscali, o anche agenzia delle entrate o guardia di finanza in occasione di verifiche fiscali.

Il punto è che l’aspetto collaborativo, di rispetto, di dialogo, di apertura, di sospensione del giudizio verso persone che non hanno dimestichezza con l’azienda deve caratterizzare l’approccio di questa figura manageriale che negli anni è rimasta troppo legata ad essere il censore aziendale di comportanti apparentemente non virtuosi. Intendo comportamenti che alla luce dei soli numeri potevano portare ad emettere giudizi molto forti di inopportunità di certe scelte aziendali che portavano ad eccessi di spesa o a mancati risparmi ma che riletti invece attraverso le lenti la scienza della felicità possono assumere una diversa tonalità strategica.

Ricordiamoci che il CFO+ deve riuscire a maturare una visione in cui l’amministrazione passa da un ruolo di “fisco interno” all’azienda che controlla e punisce i colleghi o le scelte non virtuose ad una di condivisione dei numeri come espressione del percorso strategico realizzato nelle diverse aree aziendali. Vale anche in questo caso il passaggio dal paradigma del controllo per “punire” a quello di rendicontare per crescere, per far quindi crescere anche la cultura dei numeri in azienda come strumento di misurazione e controllo e non come metodo per “censurare i comportamenti non conformi”. Possiamo dire secondo un altro punto di vista che attraverso il CFO+ viene esaltato il ruolo che ha l’amministrazione di educare ai numeri l’intera azienda e le persone che con lei entrano in contatto. 

Questa nuova visione della amministrazione aziendale, unita ad una nuova modalità di approccio verso le persone sia all’interno dell’azienda che esterne ad essa, contribuiranno ad umanizzare molto i numeri eliminando le barriere e rendendoli più leggibili a livello di organizzazione alla luce di un nuovo principio di trasparenza e di rispetto. Il passaggio chiave è quello di capire i bisogni informativi e condividerne le modalità di soddisfacimento anche se gli stessi sono imposti dalle norme di legge.

Alla luce di queste visioni e dei rispettivi ruoli le opportunità di collaborazione tra queste due figure professionali saranno quindi molteplici e poliedriche!