Biogen. BPositive

di Cecilia Masserini |HR Country Lead |CHO

Chi è Biogen e qual è l’obiettivo del prototipo?

Biogen è una delle prime aziende biotecnologiche al mondo, fondata da due premi Nobel oltre 40 anni fa, e la sua missione è chiara: essere pionieri nelle neuroscienze. Grazie a una ricerca scientifica all’avanguardia, sviluppa terapie innovative per cambiare la storia di malattia delle persone con gravi patologie neurologiche, autoimmuni e rare.

L’obiettivo del prototipo è rendere l’azienda un modello culturale positivo per il nostro settore ed essere l’energia positiva che guida e ispira le persone di cui ci prendiamo cura.

Partendo da un lavoro profondo di sensibilizzazione ed evoluzione del leadership team stiamo trasformando il BPositive in un vero e proprio modello organizzativo attraverso il quale stiamo rileggendo tutti i nostri processi alla luce dei 4 pilastri della scienza della felicità.

Ci stiamo impegnando per rendere coerenti e allineati i nostri comportamenti e linguaggi, misurare, comunicare e prendere decisioni in modo nuovo con l’unico obiettivo di onorare il nostro proposito come individui e come organizzazione.

Com’è nata l’idea del prototipo?

La prima parola che mi viene in mente se penso allo spirito di Biogen è PRENDERSI CURA.

Prendersi cura è nel DNA stesso della nostra azienda, siamo una Biotech che sviluppa terapie innovative per cambiare la storia di malattia delle persone con gravi patologie neurologiche, autoimmuni e rare. 

Come azienda sappiamo che siamo uniti da uno scopo importante, che impatta tutti i giorni la qualità della vita di tante persone e di tante famiglia.

La responsabilità di questo impegno passa attraverso il senso di responsabilità di quello che facciamo per l’esterno, ma anche attraverso la consapevolezza che per prenderci cura di una missione così importante, essere pionieri nelle neuroscienze,  dobbiamo prenderci cura del cuore dell’azienda, le persone.

L’azienda ha iniziato fin da subito a creare le condizioni affinché Biogen fosse un posto speciale, con le persone al centro di tutto.

Lo ha fatto promuovendo politiche importanti in termini di flessibilità aziendale: per citarne alcune, tutti i dipendenti hanno diritto alla flessibilità in entrata ed uscita (dalle 7.30 alle 16.30), due giorni di smart-working a settimana, un mese sabbatico retribuito al raggiungimento del settimo anno di anzianità aziendale, Summer e Christmas hours che permettono di lavorare di venerdì solo per mezza giornata durante il periodo natalizio ed estivo, permessi speciali per mamme e papà e malattie dei figli.

La flessibilità non è stata però l’unica area di riflessione/investimento, si è cercato anche di conciliare il più possibile l’ambito lavorativo con quello extra-lavorativo, ricordandoci che dietro ad ogni ruolo che ricopriamo, c’è sempre prima di tutto una persona.

Così abbiamo lanciato un master on-line con l’obbiettivo di spiegare a mamme e papà come ogni lavoratore ha già maturato delle competenze che potranno essere utili come genitori e viceversa: come genitori ci sono delle competenze maturate che potranno essere utilizzate in azienda, facendo così comunicare e coesistere le esperienza dell’uno e dell’altro mondo.

Abbiamo poi lanciato l’iniziativa del compleanno come permesso retribuito. Questo perché per noi è importante che in un giorno speciale le persone si circondino delle loro persone speciali e siano libere di festeggiare un momento così importante.

L’handyman è stata un’altra iniziativa in questa direzione. Una persona che possa aiutare tutti i dipendenti a svolgere quelle funzioni burocratiche (cambio gomme, pagamento delle bollette) per fare in modo che durante il weekend ogni persona possa godersi il suo tempo e non concentrarsi sulla burocrazia.

Unite a queste iniziative il focus sulla crescita interna attraverso un continuo investimento sulla formazione e sui piani di sviluppo interni è stato costante e continuo.

Tutte queste iniziative sono state ideate attraverso un gruppo cross funzionale, chiamato B4You, che ha ascoltato negli anni le esigenze di tutti i dipendenti e che, sotto la guida di HR, ha trasformato e continua a trasformare le richieste, i bisogni e i desideri in iniziative.

Questo non è l’unico gruppo cross-funzionale dell’azienda, di recente per esempio si è creata una community cross-dipartimentale di Millenials il cui scopo, grazie ai loro occhi digital native e freschi, è di dare nuove risposte/soluzioni a domande che ricevono sempre lo stesso tipo di risposte o a cui l’organizzazione non sa che risposta dare.

L’anno scorso abbiamo poi spinto ancora oltre il concetto di prendersi cura, avvicinandoci alla scienza della felicità grazie a 2BHappy Agency.

Così durante la riunione di fine anno abbiamo introdotto il concetto di felicità come competenza, come muscolo volontario, che come tale può essere allenato. 

Abbiamo anche dato un nome a tutto questo, per renderlo reale e poterlo chiamare con il proprio nome all’interno di Biogen, così a dicembre del 2018, nasce il BPositive.

Attraverso quali iniziative si realizza il prototipo?

Nella successiva occasione in cui l’azienda si è riunita tutta insieme abbiamo poi deciso di spiegare meglio il perché di questo BPositive, condividendo tutti i dati dell’organizzazione mondiale della sanità che ci raccontano quanto le dipendenze, la depressione, l’ansia possano impattare le nostre vite significativamente e di conseguenza anche la produttività, la capacità di innovare, creare e quindi di essere efficaci in quello che facciamo come persone e come azienda.

Proprio in questo contesto abbiamo quindi lanciato delle iniziative collegate al benessere della persona sotto diversi punti di vista:

Benessere della mente: la possibilità di accedere ad uno psicologo e un legale in maniera completamente gratuita e anonima per ogni lavoratore e per tutta la sua famiglia;

Benessere del corpo: abbiamo regalato a tutti i dipendenti un fit bit per aumentare il grado di consapevolezza su quanto loro si muovessero. Abbiamo poi diviso tutta l’azienda in gruppi e abbiamo realizzato una sfida: la squadra che riesce a fare il maggior numero di passi vince. Iniziativa che voleva quindi incentivare sia il benessere fisico, che il team work tra diversi dipartimenti.

Unito a questo abbiamo lanciato un piano di webinars sempre sul tema del benessere (corretta alimentazione, postura, consigli per muoversi di più etc.). 

Benessere del cervello: abbiamo lanciato un piattaforma di formazione con contenuti gratuiti sempre accessibili sui i più svariati temi, di modo da permettere a tutti i dipendenti di formarsi in ogni momento, sui temi scelti da loro, in maniera semplice e agile.

Questo progetto rafforza sia l’accountability della persona sul proprio percorso di sviluppo, “io sono responsabile del mio sviluppo”,  sia permette un continuo investimento sulla propria persona.

Per ultimo il Benessere del cuore, ovvero la possibilità di dare fino a una settimana di permessi retribuiti ai nostri dipendenti per poter regalare il loro tempo all’attività di volontariato presso Dynamo Camp. 

Con Dynamo condividiamo la filosofia della terapia ricreativa e da molti anni siamo in partnership, svolgendo le nostre riunioni di ciclo a settembre proprio presso il camp.

A chiusura del 2019 abbiamo provato ad allargare il BPositive anche alle lettura di alcuni processi organizzativi e non solo al lancio di nuove iniziative.

Abbiamo deciso di partire da uno dei processi più complessi, il tema del feedback. Così abbiamo organizzato delle sessioni Feedback Corner, in cui un dipendente in difficoltà nel restituire o ricevere un feedback, poteva consultarsi con un coach per ricevere un supporto.

Abbiamo poi steso una guida, una sorta di lista delle cose da ricordarsi prima di dare o ricevere un feedback, con un focus non tanto sul contenuto del feedback, ma sulle intenzioni che spingono al feedback, sulle emozioni che si possono generare nella persona che lo dà e che lo riceve etc.

Di recente abbiamo introdotto a tutta l’azienda i tre principi dell’organizzazione positiva: più chimica positiva e meno chimica negativa; più noi e meno io, più essere e meno fare.

Lo abbiamo fatto prendendoci l’impegno, dopo un percorso fatto con tutto il leadership team, che il BPositive si possa realizzare attraverso:

  • Le iniziative che l’azienda può mettere in piedi per rendere il posto di lavoro Positive (ma non solo)
  • Attraverso la revisione dei processi in chiave BPositive
  • Attraverso un mindset che tutti noi siamo accountable di portare in azienda
  • Attraverso i ruoli, non a caso Biogen ha certificato il suo HR come CHO

Nell’ultima riunione di fine anno (2019) abbiamo poi introdotto il tema del gioco, come pratica in cui i tre principi della scienza della felicità si realizzano in maniera naturale. Lo abbiamo fatto dedicandoci due giorni di puro gioco tutti insieme, generando una chimica positiva esplosiva. 

Quali sono i prossimi passi?

Il focus è rinforzare il mindset e la cultura BPositive assicurando coerenza nei comportamenti quotidiani, per questo nel 2020 investiremo sulla formazione di tutti i nostri people manager sulla leadership positiva e tutto ciò che questo approccio comporta.

Essere un’organizzazione positiva non vuol dire essere al cento per cento tale, significa aver deciso consapevolmente di voler prendere quella strada e di essere in un percorso in quella direzione.

Cecilia Masserini